SARANNO FAMOSI

Dopo avervi proposto la comparsata di Guido su RAI International, vi propongo la sua ultima fatica radiofonica, in cui  racconta della nostra vita da emigrati in Sudafrica. E’ stato mandato in onda alle 5 del mattino su Radio Rai quindi lo hanno sentito in due (e gli hanno pure scritto!!!) ma stiamo lavorando per farlo partecipare a Buona Domenica come opinionista, a Uomini & Donne  come tronista e magari anche ad Amici come cantante confidenziale.

Per ascoltarlo, ecco il linkhttp://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-21080e9d-5720-4040-be2b-89ed9f8617ac-radio1.html#p=0

- Identificare la sezione della pagina intitolata “CHECK-IN. PUNTATA DI GIOVEDI’ 19 APRILE 2012″
- Scorrerla fino alla fine. Subito sotto la scritta “Brani musicali a tema allieteranno il viaggio dei nostri passeggeri.” c’e’ un pulsante con scritto “Podcast”; cliccarlo per scaricare il file.
- Scaricare il file richiede qualche minuto. Se non parte automaticamente, occorre aprirlo con Media Player.
- Al minuto 17:48 inizia l’intervento di Guido.

I FLY COMMERCIAL – BUT ONLY IN BUSINESS

Sono tornata da Milano. Ho iniziato la scuola. Ho traslocato. Ho lottato con ogni forma di tecnologia. Non sono sicura di esserne uscita psicologicamente indenne e sono tormentata da dubbi esistenziali sulla falsariga del “ma chi me l’ha fatto fare?” Ho però maturato una e una sola certezza nell’ultimo mese e voglio condividerla con voi. LA BUSINESS CLASS E’ UNA DROGA. AMO VOLARE IN BUSINESS. No, non sono esagerata come Naomi che disse “I don’t fly commercial”!!. State pensando ” Ma dai???? a noi invece piace viaggiare in economica mangiando noccioline stantie e dividendo la sedia con un panzone sudato e con l’alitosi”. Lo so, lo so. Non è una riflessione molto sofisticata, ma dopo aver avuto la fortuna di viaggiare un paio di volte di fila in business, gentilmente rimborsata, ho capito che qualcosa dentro di me è cambiato. La business class mi ha trasformato in un mostro. Sento di non poter più fare a meno delle patatine della lounge, dello champagne pre-decollo, dello spazzolino da denti e della cremina per il viso. Ma soprattutto, da vera puzzona snob mi sono ritrovata a guardare con un po’ di disprezzo-misto-pietà i pezzenti dell’economica in una fila chilometrica al check in e all’imbarco. Lo so, non devo esserne fiera e infatti non lo sono. Vincere il grande fratello non fa di te una star. Laurearti allo IULM non fa di te una persona intelligente. E volare in business non fa di te una vip. I miei voli pagati sono quasi esauriti e io sono disperata alla prospettiva dell’economy dietro all’angolo, con le sue noccioline stantie. Se il vostro buon cuore vi dice che farmi tornare vicino al puzzone con l’alitosi dopo aver sperimentato le gioie del lusso sarebbe una crudeltà (e lo sarebbe!!!!), potete contattarmi in privato e sarò lieta di fornirvi i dettagli per la vostra donazione.

MILANO: VERA GIUNGLA

Illusa colei che pensava di venire a Milano a fare vacanze! Arrivo a Linate con genitori entrambi ammalati: le due linee di febbre prendono la forma di una bronchite ed una broncopolmonite ed ecco che, nell’ordine:

-divento la migliore amica del farmacista

-imparo a memoria il nuovo assetto dell’esselunga e che se ti metti nella fila sbagliata, quella per chi paga con “spesa easy” (?) anche se hai aspettato mezz’ora dietro a vecchini con spesa per due mesi in bunker, ti fanno rifare la coda da capo guardandoti anche con un po’ di disprezzo

-scopro che il pollo allo spiedo del mercato o lo prenoti o puoi scordartelo, alle 12.00 arriva l’ondata di cavallette e vedi le vecchine che sgomitano per rubarsi l’ultima ala e le ultime crocchette

ma soprattutto…..scopro l’Area C. Per me, abituata a fare le stesse due strade per tornare a casa da qualunque punto della città-ovvero corso Vercelli e il ponte della Ghisolfa- il tentativo di zigzagare per non pagare 5 euro è stato fallimentare e regolarmente ho dovuto scucire, dopo essermi persa e aver fatto il giro dell’oca.

Direi però che sul podio dello choc troviamo:

-terzo classificato, il paio di orridi jeans da 260 euro visti da Brian & Berry

-secondo classificato, il parcheggio di Moscova, 15 euro per due ore e dieci minuti di sosta

- prima vincitrice assoluta, la nuova viabilità di via Gulli, chiaramente disegnata da uno dei Verdi che vuole punire gli automobilisti con parcheggi a spina di pesce che invadono mezza corsia e aiuole che spuntano in mezzo alla strada

Cmq ho capito perchè Lapo si è fatto il suv mimetico. Milano è la vera giungla. A Johannesburg se al semaforo che diventa verde fai passare mezzo secondo prima di partire sgommando nessuno ti suona. E non ci sono ciclisti desiderosi di rischiare la vita sul pavè che però si piazzano in mezzo alla strada costringendoti a scegliere se investirli o farti suonare dalle 30 auto dietro di te. In compenso, è bello fare una domanda in un negozio e non ricevere in cambio lo sguardo di stupore bovino di chi è stato rapito dagli alieni e non si capacita di essere riapparso sulla terra indossando la divisa da commessa. Ma di questo, mi preoccuperò nuovamente fra qualche giorno….

CIAO MADIBA!

Che non si dica che il master non è servito!!!!! Ho imparato a fare la pasta all’uovo (rigorosamente stesa a mano), pare che nel prossimo trimestre si facciano pizze & torte salate e a seguire “la cucina con gli avanzi” (di cui peraltro sono già specialista, Guido può testimoniare)

Gli esami sono finalmente finiti, non si sa come siano andati ma ho la sensazione di essere riuscita tuttosommato a divincolarmi fra le improbabili domande sullo state capitalism, stati patrimoniali, elasticità incrociata e selezione dei talenti. Oggi è una giornata speciale perchè questa sera parto per l’Italia per due settimane di vacanza e al mio ritorno andrò a vivere nella casa nuova. Per l’ultima volta oggi posso sedermi in terrazza e osservare le cavallette giganti affogate nella mia piscina, la Michelangelo Tower che incombe e la statua di Mandela che se ne sta lì, nel mezzo della piazza, tormentata da giapponesi in posa, bambini che gli saltano sulle scarpe e piccioni che si riposano sulla sua testa.

Credo che un po’ mi dispiacerà non poter più scendere in infradito a prendermi il caffè o andare a fare la spesa portandomi il carrello a casa! Non vedo però l’ora di spacchettare gli scatolo ni arrivati dall’Italia tre mesi fa e ancora nello storage, secondo me al posto della Nespresso troveremo dei mattoni! E’ tempo di fare il web check-in e di mettere in valigia il billtong di manzo massaggiato (la versione locale del vitello di Kobe,, l’Area C mi aspetta!

NOMEN OMEN?

Ho pensato di scrivere di questo argomento quasi subito dopo essere arrivata, poi ho pensato che il futuro qui non avrebbe che potuto rendere il post più interessante. Mi spiego. Oggi vi parlo di nomi. Se pensate che noi italiani, con i vari Chanel (Totti), Oceano (Elkann),  Nathan Falco (Briatore), fossimo insuperabili quanto a fantasia, sappiate che vi sbagliate!

Una breve carrellata dei nomi in cui mi sono personalmente imbattuta:Goodwill, Pretty, Wednesday, Blessing, Precious, Innocence. La mia nuova signora che stira si chiama California. La mia prima telefonata a lei: ”Is miss california speaking?” e di sottofondo mi immaginavo la canzone di Dante Thomas…

Ok, anche noi abbiamo i nostri Natale, Felice e Selvaggia, però io un “Michele, ho imparato la lezione” non l’ho mai sentito. Pare invece che in Sudafrica si aggiri un “Sufundo Lesson Learned“. Inutile dire che la madre non ha preso con molta ironia la gravidanza inattesa . Penserei che è uno scherzo se non avessi visto di persona con che serietà affrontano l’argomento nomi le persone di colore. Inutile poi dirvi che le pretty spesso sono dei rospi e i Goodwill di goodwill ce ne mettono ben poco. Se avete voglia di ridere, a questo link trovate dei veri documenti che testimoniano la creatività locale. Come avreste reagito se vi avessero chiamato Killmequick?

http://www.mikemet.com/id-book-funny-name/

 

VUOI SPOSARE MIA FIGLIA? SONO 15 MUCCHE

Mi rivolgo ai maschietti. Se mai vi passasse per la testa di sposare una ragazza sudafricana zulu, pensateci bene. O almeno assicuratevi di assumere un buon negoziatore. Voi che pensate di essere dei tapini perchè  dovete cacciare un brillocco e subire per qualche mese la sposa che vi tormenta con cataloghi di bomboniere/centrotavola/partecipazioni, sopravvivere al corso pre matrimoniale e magari ballare con la nonna della sposa durante il ricevimento, sappiate che invece siete degli uomini fortunati!!

Se sposate una ragazza zulu, dovrete affrontare la labola (o lobola). La criptonite dei sudafricani neri. Il prezzo che lo sposo deve pagare alla famiglia della sposa. Pensate di cavarvela con un regalino al suocero?? La Labola viene negoziata con estenuanti trattative che vedono protagoniste entrambe le famiglie. Esatto, non solo devi mantenere la moglie per tutta la vita, devi pure sperare che tuo cugino sia in grado di negoziare efficacemente con il suocero quante mucche gli devi comprare, quale vestito per la suocera, un bastone al nonno? le scarpe alla nonna? e via così, ricordando che non parliamo di un paio di parenti, ma di uno stuolo di zii cugini nipoti etc etc etc.Perchè devi pagare? Per compensare la famiglia della sposa della perdita del contributo che la ragazza apporta alla famiglia, Ovvero se ha studiato e ha un lavoro, non te la caverai con qualche mucca smunta! Se poi il padre della sposa è ricco, allora sei nei guai, magari pretenderà una macchina nuova.Tradizionalmente, se la sposa ha una sorella minore, viene inclusa nella trattativa in qualità di sostituta, qualora la sposa morisse. A parte che se io fossi la sposa e avessi una sorella gnocca, mi guarderei le spalle, si sa mai che a mio marito potesero venire strane idee….C’è anche il caso però che la sorellina sia un cesso. Preparati psicologicamente.

Superata questa formalità, potrai dare il via ai tre giorni di festeggiamenti, che generalmente coinvolgono TUTTO IL VILLAGGIO, con parenti che arrivano da tutto il paese e si installano a dormire e gozzovigliare a casa tua per una settimana. Forse l’unica cosa peggiore di dover progettare questo catering, è sposarti a Napoli. Probabilmente lì avresti più invitati. Vi risparmio i dettagli trucidi che riguardano sacrifici di bestie, sbudellamenti etc e vi lascio con una nota di colore:  Kulula, una compagnia aerea sudafricana, ha spedito delle mucche a Buckingham Palace per aiutare will a pagare la labola per Kate…

FRA, UNA PROMESSA E’ UNA PROMESSA

Il Carnevale in Sud Africa è una festività sentita quanto la giornata nazionale dle punto croce. Io però ho promesso alla mia amica Fra che se almeno quest’anno fosse riuscita a mandarmi una foto della prole col costume di carnevale, dopo il suo fallimentare tentativo dell’anno scorso di fotografare Giacomo con la criniera, l’avrei pubblicata. Ecco dunque i sensazionali Giacomino e Saretta, in versione lupo cattivo e cappuccetto rosso! Non sono tenerissimi?

Dovete sapere (Fra, sto per dirlo!!) che io e la Fra, che dall’asilo in poi abbiamo trascorso assieme un bel pezzo di vita, abbiamo subito svariati traumi infantili in occasione del Carnevale. La sottoscritta, dopo un tentativo con costume da panda prestato da qualcuno, ha indossato i panni della zingara, con tanto di orecchini rossi giganti, per almeno 4 anni consecutivi, per poi passare ad un orribile costume da clown che faceva tanto IT. Alla Fra è andata pure peggio, il suo costume da Pierrot, con lacrima finta disegnata, ancora mi mette una gran tristezza a distanza di 20 anni (Fra, l’ho detto!). Apprezzo quindi molto il suo tentativo di superare il blocco psicologico e di dare ai suoi figli un futuro migliore! :-)

AL DEBOSCIO PUZZANO I PIEDI

Dovevo arrivare in Sud Africa per farmi caldamente raccomandare da un amico (sempre colui che alla richiesta di mazzetta ha offerto al poliziotto i Tic Tac!) il sito de  il deboscio, il paradiso dello stereotipo milanese. Ecco quindi che stasera, dopo aver letto per due ore di malattie (causa presentazione scolastica da preparare sulle assicurazioni), per tirarmi su di morale  sono andata su WWW.ILDEBOSCIO.COM, (e non mi dite che così devio traffico dal mio sito che mi fate ridere!!!!) inizio a curiosare, apro l’articolo intitolato “Donne da non frequentare” e al primo, dico io AL PRIMO! posto dell’elenco cosa trovo? “QUELLE CHE FANNO UFFICIO STAMPA“. A parte che già mi turba comparire nella stessa lista di “quelle col cane nella borsa”…ma poi…cosa mai ti avrà fatto un povero ufficio stampa? ti ha tartassato di comunicati? Ti ha segnalato che pazienza si scrive con una z sola? O forse ti ha fatto le corna con il tuo migliore amico? O magari confondi l’ufficio stampa con quella che fa la pr e ti manda gli sms per invitarti all’AMNESIA donna gratis riduzione uomo entro le 12.00??? Temo che non lo saprò mai, però io intanto a questo deboscio, nel dubbio, gli stacco la pace!